MA QUALI SONO ALCUNI DEI DISAGI PIÙ FREQUENTI CHE POSSIAMO AFFRONTARE INSIEME PER IMPARARE A CAPIRLI E QUINDI GESTIRLI MEGLIO?

( Uno sguardo complessivo ed integrato col contributo principale della Gestalt viva)

Nel mio lavoro clinico non considero i sintomi come etichette diagnostiche rigide, ma come espressioni di una sofferenza più profonda, tentativi – spesso faticosi – che la persona mette in atto per adattarsi a ciò che sta vivendo.

Ogni sintomo ha una sua funzione e una sua storia: prima di “curarlo”, è fondamentale ascoltarlo e comprenderlo.

Molte persone arrivano in terapia perché qualcosa nella loro vita ha smesso di funzionare come prima, perché sentono di aver perso il contatto con sé, con gli altri o con il proprio equilibrio emotivo.

La Gestalt viva non mira a normalizzare la persona, ma a favorire consapevolezza, presenza e responsabilità.

Il sintomo non è il nemico da combattere, ma un messaggio da decifrare insieme, nel qui e ora della relazione terapeutica.

Il percorso terapeutico diventa così uno spazio sicuro in cui:

dare senso alla sofferenza

recuperare il contatto con il proprio sentire

integrare parti di sé rimaste inascoltate

ritrovare una modalità di vivere più autentica e vitale

Ogni persona è unica, così come lo è il suo modo di soffrire e di cercare un nuovo equilibrio.

Tra le forme di sofferenza psicologica più frequenti incontro:

Ansia e stati di allarme interiore

L’ansia può manifestarsi come agitazione costante, paura di perdere il controllo, tensione fisica, difficoltà a respirare o a rilassarsi. Spesso è il segnale di un conflitto interno non ascoltato o di un bisogno rimasto inascoltato.

UMORE DEPRESSO E SENSO DI VUOTO


Tristezza persistente, perdita di motivazione, stanchezza emotiva o sensazione di non provare più piacere possono indicare un allontanamento da parti vitali di sé. In Gestalt il lavoro non è “togliere” la tristezza, ma ridare spazio alla vitalità bloccata.

 

 

STRESS, SOVRACCARICO EMOTIVO E BURN OUT

Quando le richieste esterne superano le risorse interne, il corpo e la mente iniziano a inviare segnali: irritabilità, insonnia, tensioni fisiche, senso di esaurimento. Il sintomo diventa allora una richiesta di rallentare e riorientarsi.

 

DISTURBI PSICOSOMATICI 

Il corpo parla quando le parole mancano. Mal di testa, tensioni muscolari, disturbi gastrointestinali o altri sintomi fisici possono essere l’espressione di emozioni trattenute o non riconosciute.

DIFFICOLTÀ LEGATE ALL'AUTOSTIMA E ALL'IDENTITÀ 

Sentirsi “non abbastanza”, non sapere chi si è o cosa si desidera, vivere un costante senso di inadeguatezza può indicare una frattura nel contatto con il proprio valore e con i propri bisogni autentici. È un processo derivato dal modo in cui vediamo noi stessi, fortemente soggettivo e perennemente mutabile, che influisce sulla nostra vita. Viene a crearsi così una sorta di circolo dell’autostima: i nostri pensieri condizionano lei, e lei condiziona noi, il nostro comportamento, la nostra felicità. L'autostima è un ingrediente fondamentale della felicità. Ognuno di noi ha bisogno, nel corso della propria vita, di sentirsi amato e apprezzato, non solo dagli altri ma anche da se stesso. La consapevolezza di essere degni di stima, di avere un valore intrinseco inimitabile, ci aiuta a rapportarci positivamente con l’ambiente e con gli altri. Possedere una forte autostima ci permette di affrontare la vita a viso aperto, senza lasciarci scoraggiare dai problemi e senza farci sottomettere dagli altri. Al contrario, se la nostra autostima è bassa, ci sentiremo sempre inadeguati alle diverse situazioni della vita e tenderemo a considerarci inferiori agli altri. Per migliorare l’autostima spesso il conforto degli amici e le rassicurazioni della famiglia non bastano. In questi casi, un ciclo di sedute psicologiche possono svolgere un ruolo essenziale. Lo psicologo, attraverso il dialogo e la comprensione, porta il paziente ad aprirsi e lo aiuta a cambiare idea su di sé, analizzando insieme a lui la gestione dei problemi, i giudizi di valore, le reazioni alle critiche, le fobie irrazionali. Grazie a questo processo, gli orizzonti si allargano, gli ostacoli vengono affrontati da più punti di vista, e il modo in cui i filtri agiscono nella nostra mente cambia. Si può riuscire a raggiungere uno stato di benessere mentale più assertivo che ci permette di relazionarci con gli altri in modo equilibrato, prestando sempre attenzione ai nostri desideri e ai nostri bisogni.

 

DISTURBI DELL' ETÀ ADOLESCENZIALE

 

  • Disturbi dell'umore (ansia, depressione, instabilità emotiva)
  • Disturbi della condotta 
  • Bullismo e cyberbullismo
  • Disturbi relazionali ( in contesto familiare, scolastico o sociale)
  • Disturbi della sfera alimentare 
  • Pensieri o atti autolesionistici e anti-conservativi

Comprendere e affrontare i disturbi mentali adolescenziali richiede sensibilità ed empatia.

In adolescenza sono molto più comuni di quanto si pensi problemi che riguardano l’umore, l’ansia, la condotta e l’alimentazione, in un contesto di turbolenti cambiamenti fisici, cognitivi, sociali e di identità personale che si intrecciano e  coinvolgono ogni sfera ed ogni aspetto della vita di un/a ragazzo/a. 

Riconoscere i segnali precoci e offrire un sostegno adeguato è cruciale per garantire il benessere psicologico dei giovani, creando un ambiente sicuro e di fiducia in cui possano esprimere le proprie preoccupazioni.

I disturbi psicologici che si manifestano in età adulta spesso trovano le loro radici nell’adolescenza. Prestare attenzione ai sintomi durante questa fase può contribuire a prevenirne lo sviluppo completo.

Ogni individuo reagisce in modo unico, e l’età influisce sulla manifestazione dei disturbi, rendendo cruciale un approccio aperto e comprensivo per aiutare gli adolescenti.

 

 

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